Il neurofeedback dinamico non lineare è stato recentemente riconosciuto (2018) dalla Food and Drug Administration americana come “general wellness”, cioè come generale strumento di benessere. Il training cerebrale del neurofeedback dinamico non lineare può quindi essere effettuato da tutti e portare benefici al di là di specifici aspetti diagnostici. Migliorando la concentrazione e l’efficienza mentale può essere utile per chi vuole migliorare le proprie prestazioni (lavorative o sportive) o per chi sta vivendo un momento di malessere emotivo.

Guida e sollecita il cervello a trovare il suo miglior funzionamento, quindi non ci sono restrizioni anagrafiche, legate ad una patologia o a condizione fisica, aiutando a migliorare condizioni quali stati depressivi, ansiosi, insonnia, cefalee, comportamenti compulsivi e impulsivi (es. ADHD) ma anche comportamenti legati all’abuso di sostanze. Uno studio italiano condotto in collaborazione con l’Università di Palermo fornisce risultati interessanti e promettenti riguardo l’efficacia del neurofeedback dinamico non lineare per il disturbo da acufeni (riguardo il miglioramento del sintomo e l’adattamento al sintomo stesso).

L’ultilizzo del training con neurofeedback dinamico non lineare può essere utile anche per persone che hanno attraversato al malattia oncologica e si trovano ad affrontare una esperienza (molto diffusa per esempio in pazienti che hanno avuto trattamenti per cancro al seno) di “ deterioramento cognitivo post cancro”, a cui spesso ci si riferisce con i termini anglosassoni di “chemobrain” o “chemofog”, con sintomi quali difficoltà di concentrazione e attenzione, soprattutto di fronte alla compresenza di più stimoli o richieste in contemporanea, maggior lentezza nel processare informazioni, difficoltà a richiamare alla mente parole e nomi, problemi di memoria, difficoltà a fissare nuove informazioni. Non da ultimo tale strumento sembra anche promettente come integrazione ai trattamenti psicoterapeutici, per superare momenti di blocco, per rafforzare i risultati conseguiti o come affiancamento alle terapie farmacologiche per migliorarne l’efficacia e la compliance.

  • Incremento del benessere
  • Riduzione dello stress
  • Riduzione del Tinnitus ( Acufeni )
  • Potenziamento della prestazione fisica
  • Potenziamento della prestazione cognitiva
  • Facilitazione e stabilizzazione dei risultati nel percorso psicoterapeutico